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Per il Giorno della Memoria, nelle sale il film ‘Hannah Arendt’ di Margarethe Von Trotta

Arriva nelle sale italiane il nuovo film di Margarethe Von Trotta ‘Hannah Arendt’ che sarà distribuito da Ripley’s Film e Nexo Digital solo per due giorni il 27 ed il 28 gennaio 2014 come evento cinematografico in occasione del Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale per ricordare le vittime del nazismo e della Shoah proprio nel giorno in cui, nel 1945, vennero aperte le porte del campo di sterminio di Auschwitz.

Scappata dagli orrori della Germania nazista, la filosofa ebreo-tedesca Hannah Arendt nel 1940 trova infatti rifugio insieme al marito e alla madre negli Stati Uniti, grazie all’aiuto del giornalista americano Varian Fry. Qui, dopo aver lavorato come tutor universitario ed essere divenuta attivista della comunità ebraica di New York, comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche. Come inviata del New Yorker in Israele, Hannah si ritrova così a seguire da vicino il processo contro il funzionario nazista Adolf Eichmann, da cui prende spunto per scrivere ‘La banalità del male‘, un libro che andrà incontro a molte controversie.

‘Hannah Arendt’ di Margarethe Von Trotta è dunque il ritratto di una donna la cui visione sconvolse il mondo. Dopo aver assistito al processo al nazista Adolf Eichmann, svoltosi a Gerusalemme, la Arendt osò infatti scrivere dell’Olocausto con parole che non si erano mai sentite prima. Il suo lavoro provocò immediatamente uno scandalo, ma la Arendt non ritrattò, nonostante gli attacchi di amici e nemici. Il film, al cinema in versione originale sottotitolata in italiano solo per due giorni lunedì 27 e martedì 28 gennaio per il Giorno della Memoria (elenco delle sale su www.nexodigital.it) mostra Hannah Arendt (interpretata da Barbara Sukowa) nel corso dei quattro anni in cui assiste, scrive e sopporta la reazione nei confronti del suo lavoro sul processo al criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.
Osservando la Arendt mentre partecipa al processo, rimanendo al suo fianco mentre viene contestata da molti critici e sostenuta da una ristretta cerchia di amici fedeli, avvertiamo l’intensità di questa donna forte e fuori dagli schemi.
La Arendt entra nell’infuocato tribunale di Gerusalemme aspettandosi di vedere un mostro, ma invece scopre una nullità. La sciatta mediocrità di Eichmann non coincide con la profonda malvagità delle sue azioni, ma la Arendt capisce rapidamente che questo contrasto è proprio l’enigma che bisogna risolvere. Ritornata a New York, iniziando a comunicare la sua interpretazione rivoluzionaria di Adolf Eichmann, la paura si impadronisce del suo migliore amico, Hans Jonas (Ulrich Noethen). Lui la mette in guardia, dicendole che il suo approccio filosofico genererà soltanto confusione. Ma la Arendt difende il suo punto di vista coraggioso e originale, convincendo Heinrich a sostenerla in questo percorso. Dopo due anni di pensieri intensi, ulteriori letture e dibattiti con la sua migliore amica americana, Mary McCarthy (Janet McTeer), il ricercatore e amico tedesco, Lotte Köhler (Julia Jentsch) e, ovviamente, un confronto costante con Heinrich, consegna finalmente il manoscritto. La pubblicazione dell’articolo sul New Yorker provoca immediatamente uno scandalo negli Stati Uniti e in Israele, per poi estendersi al resto del mondo.

‘Hannah Arendt’ di Margarethe Von Trotta fornisce uno sguardo sull’importanza profonda delle idee della Arendt, ma soprattutto offre la commovente possibilità di capire il cuore caloroso e la brillantezza glaciale di questa donna complessa e profondamente affascinante.

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