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Planetarium: trama e recensione del film di Rebecca Zlotowski

Sul grande schermo per Pasqua la storia delle sorelle Fox nel film con Natalie Portman e Lily-Rose Depp

Planetarium è il nuovo film diretto da Rebecca Zlotowski che vedremo al cinema da giovedì 13 aprile 2017. La pellicola si ispira alla storia delle sorelle Fox, medium americane che inventarono lo spiritismo alla fine del 19esimo secolo. Il film ha come protagoniste Natalie Portman e Lily-Rose Depp (figlia di Johnny Depp) insieme a Emmanuel Salinger, Louis Garrel, Amira Casal. Di seguito ecco la trama, la nostra recensione ed il trailer.

Planetarium: trama

Siamo sul finire degli anni Trenta. Kate e Laura Barlow sono due sorelle americane che praticano sedute spiritiche. Sono impegnate in una tournée mondiale che le ha portate anche in Europa. A Parigi incontrano André Korben, un rinomato produttore cinematografico francese. André Korben, uomo visionario e controverso  è il proprietario di uno dei più grandi studios della Francia, dove produce film utilizzando costose tecniche d’avanguardia. Nonostante il suo scetticismo decide per gioco di sottoporsi ad una seduta spiritica privata con le due ragazze. Profondamente colpito da questa esperienza e con lo scopo di risollevare le sorti della sua casa cinematografica producendo un film che impressioni sulla pellicola la presenza di uno spirito, offre alle sorelle ospitalità e stipula con loro un contratto per il primo vero film sull’esistenza dei fantasmi. Laura capirà che vi sono ragioni ben più oscure che legano Korben a lei e alla sorella..

Planetarium: recensione

Il film, terza opera della regista Rebecca Zlotowski, è un prodotto di ottima fattura estetica, anzi a volte eccessivamente curata e “patinata”.  Il substrato concettuale però sacrifica una definizione più accurata del rapporto tra cinema e ipnosi che non sembrano mai trovare un vero punto di contatto. in un film che vuole comunque parlare di cinema attraverso la vicenda delle due sorelle interpretate da Natalie Portman e Lily-Rose Depp nella Parigi degli anni Trenta.

La regia della Zlotowski appare fluida e avvolgente, ma la narrazione assume spesso un senso di artificiosità innaturale. Il personaggio interpretato dalla Portman non ci è parso ben definito nonostante la bravura recitativa indiscutibile dell’attrice. Invece lascia a desiderare l’interpretazione della giovane  Lily Rose-Depp, ancora acerba. La sceneggiatura in generale non è strutturata per sostenere i tanti temi che la regista ha voluto affrontare. Troppi temi che poi non c’è stato modo di approfondire: il cinema, il rapporto tra sorelle, la società francese degli anni ’30, la storia d’amore e persino l’affacciarsi del momento storico che porterà all’avvento del nazismo e della guerra. Molto curata sia la scelta musicale adatta a creare l’atmosfera giusta e l’ambientazione nella Parigi degli anni ’30, ben resa grazie ai costumi, alle musiche e alla bellezza della fotografia.

Planetarium: trailer e clip

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