Robinù: trama e recensione del film di Michele Santoro sulla criminalità infantile a Napoli

Robinù è il film documentario in uscita nei cinema il 6 e 7 dicembre 2016 a firma di Michele Santoro che, a 5 anni dall’ultima apparizione in Rai, racconta il fenomeno della criminalità infantile definita da Roberto Saviano “la paranza dei bambini” a Napoli.

Presentato alla 73esima Mostra di Venezia, Robinù mostra come la “paranza” non è solo manovalanza criminale infantile, ma è diventata un autentico corpo mafioso quasi a sé stante, con i suoi capi e le sue gerarchie. Sono bambini che a 15 anni imparano a sparare, a 20 sono killer esperti e che ai 30 anni spesso non ci arrivano o in galera.

Robinù: trama

Tu queste cose le devi fare ora. Perché così, se vai in galera per vent’anni, esci e hai tutta la vita davanti.

Michele Santoro racconta come negli ultimi due anni bande di adolescenti si combattono a colpi di pistola, giovani ribelli che impongono un nuovo ordine camorristico nel mercato della droga nei quartieri di Forcella, dei Decumani fino ai Tribunali e a Porta Capuana. Storie di madri costrette a spacciare, prostituirsi, fare le parcheggiatrici abusive, per mantenersi dopo l’incarcerazione dei figli o dei mariti; storie di ragazzi che parlano del Kalashnikov come di un giocattolo o che idolatrano senza limiti i criminali di quartiere più noti; bambini killer con il fisico già devastato dalla droga, consapevoli di dover delinquere in maniera grave fin da subito in modo da finire in carcere il prima possibile e uscire ancora giovane.

La storia principale è quella di 4 fratelli, in particolare di Michele, intervistato a Poggioreale. È un idolo del quartiere e un nuovo Robin Hood (Robinù). Il suo soprannome gli deriva dal suo voler aiutare i poveri di quartiere anche se in galera è idolatrato. Questo lo rende felice della sua posizione, perché prova che il suo agire era buono. Come Michele, anche gli altri due fratelli incarcerati hanno lo stesso pensiero. Solo il fratello più piccolo della famiglia è fuggito in Francia dove fa il pizzaiolo per sfuggire ad un destino di violenza.

Robinù: recensione

Tra crude inquadrature e interviste tutte d’un fiato sullo sfondo della galera di Poggioreale, Robinù racconta un mondo estremamente decaduto, dove tra le mura del carcere ci sono per la gran parte ragazzi minorenni o appena maggiorenni condannati a pene più lunghe della loro stessa età. Il documentario è un bel lavoro ben realizzato ma è forse risente di una eccessiva generalità che appesantisce la visione. Questo non toglie nulla comunque alla apprezzabilità degli intenti.

Robinù: trailer

 

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