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Sanremo story con Pippo Baudo, la statua per Mike e Antonio Maggio vincitore della categoria Giovani

La quarta serata del 63° Festival di Sanremo sarà tutta dedicata alle canzoni, agli artisti, presentatori e mode che hanno fatto la storia della competizione canora più importante d’Italia.

Si apre con un filmato d’epoca di Sanremo in cui tra gli altri vediamo Claudio Villa, per poi sfumare nell’attuale Teatro Ariston in bianco e nero. Luciana Littizzetto smorza il tutto con la sua ironia, cominciando con la parola “balengo”, per poi scendere dalla scalinata con un vestito ispirato a quello indossato da Nilla Pizzi nel ’52, per intenderci quando cantò ‘Papaveri e papere‘. Durante tutta la serata, la presentatrice tutto pepe sfilerà sul palco con abiti storici sanremesi.

Cominciano le esibizioni con Malika Ayane che insieme a Paolo Vecchioni canta ‘Cosa hai messo nel caffè’ del ’69. Si continua con un omaggio al grande Lucio Dalla, ed in particolare Daniele Silvestri canta ‘Piazza grande’ del ’72.

Fazio presenta quindi la Giuria di Qualità, che sarà chiamata sia a decidere il primo giovane nella finalissima di stasera, sia avrà il peso del 50% sul peso del voto finale dei Big. La Giuria di Qualità è composta da Eleonora Abbagnato, etoile dell’Opera di Parigi, Stefano Bartezzaghi, enigmista e scrittore, Cecilia Chailly, Serena Dandini, Claudio Cocconuto, Rita Marcotulli, Paolo Giordano, Neri Marcorè (in sostituzione a Carlo Verdone che ha dovuto declinare per un ascesso), e Nicoletta Mantovani Pavarotti. Presidente della giuria è il compositore premio Oscar Nicola Piovani.

Tornando a Sanremo story, Annalisa Scarrone canta insieme ad Emma Marrone, vincitrice della scorsa edizione del Festival, la canzone vincitrice nell’81 ‘Per Elisa‘. Marta sui Tubi, invece, propongono ‘Nessuno’ del’59, con ospite la voce cristallina di Antonella Ruggero.

Salgono quindi sul palco Danny Quinn, Rosita Celentano, Gianmarco Tognazzi, e Paola Dominguin, quartetto chiamato “i figli di”, che presentarono quella che passò alla storia come l’edizione delle papere. Vediamo infatti una clip degli errori più divertenti di quell’anno, ricordato con affetto dai quattro ospiti, invitati poi da Fazio a introdurre il prossimo cantante. Con un pò di fatica e papere, i quattro riescono finalmente a presentare Raphael Gualazzi che si esibisce in ‘Luce’, canzone di Elisa che vinse Sanremo nel 2001, riarrangiata in chiave jazz e blues.

Seguono i Modà con la canzone del ’65 ‘Io che non vivo’ e Simone Cristicchi con ‘Canzone per te‘ del ’68. E’ quindi il momento del secondo abito storico, e Luciana arriva sul palco con il vestito leggendario di Caterina Caselli quando nel ’66 cantò ‘Nessuno mi può giudicare’, con tanto di parrucca a caschetto biondo. Inutile dire che in sala l’ilarità è schizzata alle stelle, grazie anche alle battute di Fazio che si è meritato anche un

“Vestiti tu da Renato Zero, pirla”

da una Littizzetto imbarazzata dalla propria mise. Tornando ai Big, è il momento di Simona Molinari e Peter Cincotti che, insieme al maestro jazzista Franco Cerri intonano ‘Tua’, canzone del ’59 che fece scandalo perchè cantata in modo troppo sensuale per quegli anni.

Continua Maria Nazionale con Mauro Di Domenico in ‘Perdere l’amore’, famosissimo brano di Massimo Ranieri del 1988, e Marco Mengoni che, con grande emozione interpreta ‘Ciao, amore ciao’ di Luigi Tenco.

Dopo un filmato che racchiude alcuni momenti del Festival con alla conduzione Mike Bongiorno, Fazio si trova fuori dall’Ariston insieme alla famiglia del compianto presentatore per svelare la statua dedicata a Mike sulle note di Blu Moon. Tornando in Teatro, troviamo Luciana insieme a Rocco Siffredi, che introduce la simpaticissima interpretazione di Elio e le Storie Tese di ‘Un bacio piccolissimo’, in cui la band è travestita da nani.

Segue Max Gazzè con ‘Ma che freddo fa’ del ’69, quindi arriva una vera e propria leggenda del Festival: Pippo Baudo. Super Pippo, accompagnato dalla sigla famosa ‘Sanremo è Sanremo’, racconta con enfasi aneddoti dei suoi tanti anni da presentatore del Festival, poi dopo una poesia simpatica di Luciana che paragona Pippo a Fabio, cantano tutti insieme una canzone, per poi dare al conduttore storico, il Premio della Città di Sanremo.

E’ il turno di Chiara Galiazzo che interpreta ‘Almeno tu nell’universo’, canzone della grandissima Mia Martini alla quale proprio nell’89 venne intitolato il Premio della Critica. Gli ultimi Big della serata sono gli Almamegretta che però si presentano sul palco senza il cantante, che ha rinunciato alla serata per motivi religiosi in quanto è il giorno dello shabbat ebraico. Insieme al gruppo, si esibiscono James Senese, Marcello Coleman, Clementino e Albino D’Amato ne ‘Il ragazzo della via Gluck’, successo del ’66 del grande Celentano.

Altro ospite della serata è Stefano Bollani che suona magistralmente il pianoforte incantando la platea per poi cimentarsi in un improvvisato medley di alcune canzoni di Sanremo Story come ‘Papaveri e papere’ e ‘Nel blu dipinto di blu’.

Finalmente si arriva alla gara dei giovani, e si esibiscono in ordine Antonio Maggio con ‘Mi servirebbe sapere’, Ilaria Porceddu con ‘In equilibrio’, i Blastema con ‘Dietro l’intima ragione’ e Renzo Rubino con ‘Il postino’.

Altro ospite della serata è il cantautore e chitarrista brasiliano Caetano Veloso che canta ‘Piove’ e ‘Come prima’ accompagnato al pianoforte da Stefano Bollani. Inoltre l’ospite premia un emozionato Il Cile per il miglior testo in ‘Le parole non servono più’, con il premio intitolato al paroliere Sergio Bardotti assegnato dalla Giuria di Qualità.

Ultimo simpatico ospite della serata sono il ventriloquo Rockfeller & Josè Louis Moreno.

Dopo l’assegnazione del Premio della Critica Mia Martini sezione giovani a Renzo Rubino per ‘Il postino’, siamo quindi all’atteso annuncio del vincitore della categoria giovani: il televoto da casa insieme alla Giuria di Qualità decretano la vittoria di Antonio Maggio.

Gallery della quarta serata in gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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