Shanir Ezra Blumenkranz e Abraxas elettrizzano il pubblico del Teatro Manzoni

Shanir Ezra Blumenkranz – Foto a cura di Angela Bartolo in gentile concessione

Aperitivo in Concerto ha presentato domenica 16 febbraio, un affascinante progetto dedicato alla musica di John Zorn, artista con cui da anni la rassegna ha stabilito uno stretto rapporto di collaborazione. Il gruppo Abraxas, guidato dal bassista Shanir Ezra Blumenkranz (collaboratore da anni dello stesso Zorn), rilegge in modo originalissimo, teatrale e trascinante, parte della produzione compositiva zorniana inserita nella raccolta denominata ‘Book of Angels‘.

Blumenkranz (che si è anche esibito a fianco di artisti come George Garzone, Satoshi Takeshi, Hank Roberts, Daniel Carter, Sabir Mateen, Roy Campbell Jr., Tony Malaby, Jim Pugliese, Jamie Saft, Anthony Coleman, Mark Dresser, Anthony Braxton, Sonny Simmons, Ned Rothenberg, Marty Erlich, Trevor Dunn, Susie Ibarra, Cyro Baptista, Marc Ribot, Kenny Wollesen, Joey Baron, Erik Friedlander, Roberto Rodriguez, Louie Belogenis, Ikue Mori) e Abraxas reinterpretano l’universo creativo di Zorn in un modo del tutto innovativo e originale, esplorando innanzitutto le sue radici ebraiche, che in esso assumono la veste particolarissima di una tradizione mediorientale reinventata quanto inventata: il materiale linguistico è inconfondibilmente e arcaicamente ebraico, utilizzato però per composizioni che “trasportano” nella contemporaneità un mondo antichissimo e di radicali coerenza e personalità. Blumenkranz (che fa largo uso della peculiare, ancestrale sonorità del gimbri, conosciuto anche come guembri o sintir, strumento a tre corde utilizzato soprattutto dagli Gnawa, popolazione marocchina discendente dagli schiavi neri provenienti dai paesi dell’Africa a sud del Sahara) “spinge” la forza espressiva di tali arcane melodie ancora più oltre, immergendole nella ribollente contemporaneità del melting pot newyorkese grazie alla presenza di due eccezionali virtuosi della chitarra, l’israeliano Eyal Maoz (anch’egli scoperto da Zorn e leader già affermato di gruppi che si esibiscono regolarmente in tutto il mondo) e l’americano di origine armena Aram Bajakian (collaboratore di John Zorn, Diana Krall, Yusef Lateef, Billy Martin, Marc Ribot e, per quasi due anni, di Lou Reed), e alla vigorosa e raffinata propulsività della batteria di Kenny Grohowski, strumentista che vanta collaborazioni con Lonnie Plaxico, Secrets Chief3, Vernon Reid, Peter Cincotti. La musica di Zorn riletta da Blumenkranz e Abraxas oscilla perciò fra due affascinanti estremi: incantatorio, evocativo lirismo e incontenibile, liberatoria energia, che i musicisti alternano con sapiente istinto teatrale e, spettacolo nello spettacolo, con pirotecniche capacità strumentali.

Shanir Ezra Blumenkranz ha aperto il concerto parlando del gimbri, basso africano di cui fa largo uso nelle sue produzioni musicali;

“…le sonorità di questo strumento antico spingono, se ascoltate a lungo a una sorta di trance meditativa…non è magia è una forza che questo antico strumento antico e spirituale esmana attraverso la vibrazione il suono. Ho deciso di suonarlo perchè lo sento particolarmente mio probabilmente nel mio dna…”

Shanir Ezra Blumenkranz ha suonato il gimbri per tutto il concerto ad eccezione del bis in cui ha suonato il basso elettrico. Le sonorità particolari del gimbri comunque, hanno creato un connubio perfetto con le sononorità delle due chitarre elettriche in scena e l’affiatamento tra musicisti, anche attraveso i lunghi dialoghi gimbri/batteria ha completamente inondato di enrgia il pubblico in sala che ha mostrato di apprezzarne con entusiasmo ogni attimo.

Immagini e testo di Angela Bartolo in gentile concessione

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