Sostiene Bollani – parlando di musica su Rai 3

Stefano Bollani – Foto a cura di Angela Bartolo

E’ partita domenica scorsa la seconda edizione del programma culturale ‘Sostiene Bollani‘, trasmesso su Rai 3 alle 23,30 di domenica sera.

Stefano Bollani nel modo informale che gli è consueto, parla di musica, lo fa quasi giocando, senza mai perdere il punto, senza mai scadere nella banalità.

Stefano spiega, teorie, concetti, meccanismi nascosti dietro la creazione di pezzi staordinari, racconta in un modo comprensibile anche ai comuni mortali, il perchè e il prcome dei meccanismi di creazione, ci indica con una semplicità disarmante, il modo migliore per imparare ad ascoltare rendendo così comprensibile un linguaggio che per molti potrebbe sembrare inaccessibile.

Bollani sostiene, anche nel suo libro ‘Parliamo di musica‘ che saper ascoltare è fondamentale, che la musica si nasconde in ogni quotidiano suono, lo dimostra durante la trasmissione in ogni modo possibile, si potrebbe dire che è una geniale intuizione, ma la vera genialità resta il suo modo di comunicarlo, la sua capacità di renderlo comprensibile e divertente, semplicemente.

Insomma ci siamo trovati domenica sera nuovamente agli studi Rai di via Mecenate per parlare di musica, ma mentre i comuni mortali speravano in un orario più umano e in uno studio più spazioso, lo spazio si è ristretto, l’orario è rimasto quello della prima edizione, Stefano però non se ne preoccupa, non si pone problemi d’indice di ascolto, non sembra proprio essere quello il suo obbiettivo.

Protagonisti di questa nuova tappa nel mondo della musica sono stati gli strumenti ad arco e le serenate, ‘esplorati’ da Bollani attraverso l’improvvisazione e la ‘complicità’ degli ospiti del programma.
Il programma è iniziato presentando due consueti compagni di viaggio, Jesper Bodilsen e Morten Lund, per poi dare il via a una serie di incontri straordinari quanto particolari, a cominciare dal violoncellista ‘sperimentatore’ di suoni Giovanni Sollina, per passare alla straordinaria voce jazz di Gregory Porter, passando per il canto di Peppe Barra. Bollani non si è fermato qui, ci propone il violino di Ilva Bittova e la cornamusa galiziana di Cristina Pato.

Insomma una serata speciale in cui la cultura ha fatto da padrone, Stefano Bollani batte il ritmo su un’edizione splendidamente ‘vissuta’ dei promessi sposi che aveva appena terminato di ‘reinterpretare’ con la creatività che gli è consueta.

Dopo un serata così, la sensazione è di aver trascorso tra amici una splendida e divertente serata, che ci ha lasciato di certo molto di più di un banale ricordo.

Immagini e testo di Angela Bartolo
Un particolare ringraziamento alla Sigra Monica Mainetti per il gentile invito.

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