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Star Wars VII - Il risveglio della forza

Star Wars VII – Il risveglio della forza: la recensione

Star Wars VII: Il risveglio della forza è finalmente arrivato nei cinema di tutto il mondo. Noi di cubemagazine.it l’abbiamo visto e vi anticipiamo le nostre emozioni cercando di non “spoilerare” troppo la trama.

Star Wars VII – Il risveglio della forza: recensione

Già dal primo fotogramma l’emozione travolge lo spettatore con la leggendaria introduzione e con il testo che scorre verso l’infinito stellato, l’ombra dell’incrociatore, la musica, il panorama desertico… sembra di essere tornati negli anni della prima mitica trilogia (quella veramente bella) e così noi come tutti i vecchi fan siamo sbalzati in uno spazio temporale antico che ci riporta indietro nel tempo a decenni fa.

Il film scorre lineare con la presentazione dei personaggi più rilevanti nella prima mezz’ora di proiezione. La trama è un po’ deludente perchè appare relativamente semplificata e presenta molte affinità con quella del vecchio episodio Una nuova speranza. Le scene ricche di emozioni sono numerosissime e in qualche modo sembrano fatte ad hoc per attanagliare i cuori dei vecchi fan della serie. Il montaggio è spettacolare e le sequenza di colpi di scena sono fin troppo presenti tanto da sembrare a volte non perfettamente e rigorosamente connesse da una linea narrativa omogenea.

Il cast presenta un numero di attori impressionante. La figura di Luke viene rappresentata da un trio di artisti che vestono i panni del personaggio da giovane Jedi, da guerriero, da pilota fenomenale. La giovane Daisy Ridley interpreta la protagonista femminile Rey con grande bravura. Inaspettato è il nuovo personaggio che veste i panni del malvagio Kylo Ren, non piace il suo modo di fare che è più una pantomima del vero cattivo (quello ben vivido nel ricordo dei vecchi fan), non piace vederlo prendere a spadate laser le pareti quando è arrabbiato come in preda ad una crisi isterica non governabile… il cattivo vero non si lascia turbare da nulla ha il cuore di ghiaccio e non ha alcun tipo di emozione se non la crudeltà della violenza. Solo nel momento centrale del film (che non riveliamo per evitare lo spoiler) il cattivo Kylo Ren riacquista credibilità quando veramente agisce con il massimo della cattiveria. È inoltre abbastanza evidente (sicuramente lo è per gli appassionati) una minore presenza di varietà di quelle tipologie di astronavi che contribuirono nella prima trilogia originale (quella a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80) a creare il mito di Star Wars. In questo episodio 7 non ci sono più i caccia leggeri, i piccoli ma velocissimi A-Wing, i bombardieri da scortare, le corvette e i molti altri velivoli … sono rimasti solo gli X-Wing e i Tie Fighter, i due caccia più elaborati, ma più ”impersonali”.

Certo però è appassionante rivedere Han Solo, Leia Organa, Chewbecca e il Millennium Falcon in azione, i nuovi protagonisti Rey, Finn e Poe Dameron (la trinità in cui è stato scomposto Luke Skywalker) e farsi cogliere di sorpresa da effetti speciali particolarmente belli e non invasivi con un loro stile definito decisamente elegante. In conclusione nonostante qualche carenza nella originalità della trama, Star Wars VII: Il risveglio della forza vale comunque la pena di essere visto in tutta la sua pienezza sul grande schermo.


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