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Stefano Bollani al teatro Fraschini a Pavia una serata tra genio e follia

Stefano Bollani classe 1972, Nato a Milano ma cresciuto a Firenze,  si diploma in pianoforte al Conservatorio Lugi Cherubini ne 1993. Compie studi classici e, quasi contemporaneamente, jazz con diversi insegnanti, tra i quali Luca Flores e Mauro Grossi. Dopo una breve esperienza pop con Irene Grandi , Raf e Jovanotti, prende la strada del jazz.

Vanta collaborazioni con molti musicisti, tra i quali Gato Barbieri , Pat Methney, Chick Corea, Enrico Rava, Richard Galliano, Han Bennink, Phil Woods e molti altri.

Ma parlare di Stefano Bollani non può essere stilare una biografia artistica fatta di date e di nomi,  Stefano Bollani è un musicista che sicuramente va oltre la musica tradizionalmente intesa, diplomato al Conservatorio con un esame perfetto di cui  raccontandosi dice ;

 “ …non ho mai più riascoltato il mio esame al conservatorio perché ci sono pezzi che non mi appartengono ci sono pezzi di musica classica che non capisco ancora oggi, si studiano, li ho studiati, ma ancora oggi mi chiedo cosa avrà mai voluto dire scrivendolo il compositore…io già allora volevo fare il Jazz…”

Stefano con il suo immenso potenziale comunicativo, rende ogni cosa comprensibile anche ai comuni mortali, quella musica colta che parrebbe privilegio culturale solo da pochi, diventa improvvisamente comprensibile e divertente per tutti, ci mette tutto se stesso nella musica e, mette tutto se stesso anche quando suona e riscrive, magari nello stesso istante in cui decide di eseguirlo, anche uno standard molto conosciuto.

Stefano Bollani suona con ogni cellula del suo corpo, inizia sempre il concerto in posizione compostamente tradizionale, per finirlo suonando in piedi, di traverso e se fosse possibile probabilmente suonerebbe anche a testa in giù, c’è un momento in cui si perde il confine tra Stefano e il pianoforte, perché le note lo pervadono e lo possiedono in una meravigliosa danza d’amore in cui i ruoli si confondo i confini si sfumano e le emozioni liberano gioiosamente la loro essenza.

Il teatro Fraschini, splendido gioiello del 1700 era gremito,  la performance del Danish Trio composto da Stefano Bollani, Jasper Boldisen (Contrabbasso) e Morten Lund (batteria), ha catturato un pubblico attento e divertito, affascinato dal suo insolito ed imprevedibile modo di affrontare la scaletta, che si è articolata tra standard conosciuti e composizioni nuove, la dove o standard classico veniva reinterpretato con suoni “rumori” e varianti imprevedibili mentre la nuova composizione passava sugli strumenti in modo classicamente insolito, il tutto condito con un pizzico di imprevedibile follia scenica  ha reso lo spettacolo davvero unico e irripetibile.

Ritroveremo Stefano Bollani con il Dansh Trio a Milano All’Hangar Bicocca a Milano, il 12 marzo per un concerto a scopo benefico, in altro imprevedibile momento di incredibile emozione.

Immagini per gentile concessione di Angela Bartolo

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