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The Duke revisited by Joe Jackson

Al teatro Nazionale l’eclettico Joe Jackson, ha dato, se ce ne fosse stato bisogno, l’ennesima prova della sua geniale poliedricità. Diplomato in pianoforte alla Royal Academy di Londra ha sempre tenuto in pugno la melodia pop, magistrale nell’orchestrazione è passato dal punk new wave al pop di altissimo livello al guizzo ribelle del rock, ha presentato al Teatro Nazionale ieri sera il suo nuovo disco dedicato a Duke Ellington, colonna storica del Jazz.
Ho una venerazione per Duke Ellington, ma questo disco non vuole essere un omaggio deferente“.
Non è una dichiarazione di facciata, quella con cui Joe Jackson introduce il suo nuovo album in studio, che esce a cinque anni da ‘Rain‘. E per dimostrarlo sfila dall’armamentario strumentale di Duke Ellington l’asse centrale: le trombe. ‘The Duke’, quindi, rilegge il repertorio del leggendario compositore jazz facendolo suonare in modo del tutto inedito, attraverso una varietà inaspettata di ritmi e sfumature sonore.
Un’operazione ambiziosa, per la quale Jackson ha mobilitato un supercast di musicisti, tra i quali la violinista Regina Carter, il bassista Christian McBride, il funambolo Steve Vai alle chitarre, Questlove e altri membri dei Roots, la cantante iraniana Sussan Deyhim, la diva r’n’b Sharon Jones e la vocalist brasiliana Lilian Vieira (Zuco 103), oltre a suoi collaboratori di vecchia data, come il chitarrista Vinnie Zummo e il percussionista Sue Hadjopoulos, e a sua maestà Iggy Pop, che duetta con lui in ‘It Don’t Mean A Thing (If You Ain’t Got That Swing)‘.
Chiaro l’assunto da cui è partito Jackson – che poi è lo stesso della sua musica da sempre: Duke Ellington, come tutti i suoi idoli, da Gershwin a Porter, non è una leggenda imbalsamata da Hall of Fame, ma un compositore ancora attuale, la cui opera è materia viva, che può essere costantemente rielaborata e reinventata, in quell’ottica sincretica che ha sempre contraddistinto il repertorio dello songwriter inglese. Un mondo in cui non vi sono mai stati paletti tra rock, pop, jazz o Classica. E quindi figurarsi se potevano esservene nel reinterpretare i brani di un compositore duttile e “avanti” per antonomasia come il Duca.
Prodotto dallo stesso Jackson, registrato e mixato da Elliot Scheiner (Steely Dan, Bob Dylan, Sting) ‘The Duke‘ è il miglior omaggio possibile che Ellington potesse ricevere nel 2012, nonché l’ennesimo saggio della classe di un compositore che non finisce mai di stupire per la sua versatilità di musicista-arrangiatore e per l’anticonvenzionalità del suo approccio. Chi vi si accosterà con lo scetticismo che accompagna questo genere di operazioni è avvisato: questo non è solo un disco di cover, questo è un disco di Joe Jackson a tutti gli effetti.

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