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The Lumineers inaugurano ‘UnAltroFestival’ al Magnolia

Caldo, afa e zanzare hanno fatto da padrone ieri sera al Magnolia di Milano per la prima serata di ‘UnAltroFestival’ organizzato da Comcerto. Sul palco principale si sono esibiti Matinée, Willy Mason, Daughter e The Lumineers cominciando il concerto ancora prima delle 20 quando ancora lo spazio aperto del locale si stava riempiendo fino a quasi mezzanotte, con il saluto finale degli headliner di Denver.

Unici italiani, i Matinée hanno un po’ “stonato” in questo quadro indie, folk, hipster, new-folk – chiamatelo un po’ come vi pare – ma questo quartetto composto da due chitarre, un basso e percussioni (che hanno trovato posto accanto a tutti gli altri, diversamente a come si è abituati a vedere) non sembravano rispecchiare appieno le band che li hanno seguiti. Canzoni cantate a due voci, ma strumenti con il volume troppo alto, tanto da coprire le parole dei testi, in inglese. Band italiane che cantano testi in inglese: non male, se non fosse che forse un corso di lingua sarebbe necessario. Testi piatti ed è un peccato perché musicalmente se la sono cavata anche piuttosto bene.

Willy Mason è una vecchia conoscenza. Conosciuto forse troppo poco in Italia, Mason si è presentato sul palco da solo, preparandosi chitarre e amplificatori da sé. Nonostante pochi conoscessero lui e ancora meno la sua musica, ha saputo tenere il palco con canzoni non banali in cui protagonista assoluta è stata la sua voce calda e intensa, che mai si abbinerebbe al suo portamento discreto e timido.

Con i Daughter il pubblico si è scaldato. Anche per loro, come per Willy Mason e poi The Lumineers, ieri sera è stato il loro primo concerto in Italia. Un trio formato da due uomini, batteria e chitarra, e una donna, voce e chitarra. La voce di Elena è dolce e rispecchia la sua timidezza, che non viene di certo aiutata dal calore del pubblico italiano. Show impeccabile, con un’ottima scelta di scaletta, ed anche loro sembrano davvero apprezzare gli applausi (un po’ meno le zanzare!). Ognuno di loro ha, a proprio modo, grande personalità sul palco: il chitarrista utilizza spesso un archetto classico, come si vede fare in alcuni pezzi dei Sigur Ros. Il batterista riesce ad andare contro tempo con la grancassa. Mentre ad Elena basta la sua flebile voce, mai però coperta dagli strumenti o dalle basi sintetizzate.

Infine, il gruppo che la maggior parte del pubblico aspettava: i The Lumineers sono stati un fenomeno radiofonico già dall’autunno scorso. Quello di ieri è stato il loro primo live in Italia, nonostante le diverse apparizioni televisive nella scorsa stagione. Inizialmente erano in tre, poi un altro paio di strumentisti si sono uniti alla formazione per dare organicità al gruppo. Unica donna con quattro uomini, la violoncellista e seconda voce ha mantenuto forse un certo distacco che, unita all’ego un po’ eccessivo del frontman, ha un po’ raffreddato l’entusiasmo generale. Musicalmente impeccabili e multi-tasking, come il folk richiede, un po’ alla Arcade Fire e Mumford & Sons, ma forse un po’ troppo poco coinvolti nello show: durante ‘Oh Hey’, moltissimi hanno alzato i telefonini per riprendere quel momento. Tutt’e cinque hanno interrotto l’esibizione chiedendo di abbassare i dispositivi, per poi riprendere da dove avevano iniziato. Insomma, una canzone davvero bella, che da sola probabilmente ha attirato ieri sera metà del pubblico, già breve, voi me la spezzate a metà chiedendo di non registrarla e nemmeno la ricominciate? Un po’ pretenziosi forse. E un sorriso ogni tanto non costa poi molto.

Stasera la rassegna chiude con altri gruppi come Tame Impala e Deap Vally.
Line-up molto buone e con molto potenziale per entrambe le serate proposte che speriamo possano solo migliorare.

 

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