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Toto Sanremo: i sondaggi danno favoriti Malika Ayane e Modà

Il Festival di Sanremo 2013 inizierà ufficialmente questa sera, ma i bookmakers già si sono scatenati, rivelando i nomi dei favoriti alla vittoria per questa 63esima edizione.

In tempo di elezioni, non potevano certo mancare i sondaggi e le relative quotazioni, che danno come favorita assoluta la ormai veterana Malika Ayane, al suo terzo Festival, a pari merito a 4.50 con i Modà, che tornano sul palco dell’Ariston dopo aver sfiorato la vittoria due anni fa ed aver piazzato al primo posto – lo scorso anno – una loro canzone (‘Non è l’Inferno‘ cantata da Emma Marrone).
Seguono a ruota, a quota 5, Chiara Galiazzo, fresca vincitrice di ‘X Factor’ e Raphael Gualazzi, che già vinse Sanremo Giovani nel 2011.

Ma queste “previsioni”, certo non piacciono agli artisti nominati, che si rivelano più scaramantici che mai:

«Mannaggia, lo dicono in troppi! Penso che la cosa migliore sia quella che mi è capitata nelle scorse edizioni. Mi piacerebbe mettere un altro mattoncino e entrare nell’età adulta della mia carriera»

Dice Malika Ayane, anche se le prerogative per una vittoria al Festival ci sono tutte: grande voce, stile ricercato e due canzoni scritte da un autore di tutto rispetto: Giuliano Sangiorgi.

«Sono due pezzi scritti appositamente per me. Per non creare una sorta di concorrenza interna, ho scelto due brani scritti dalla stessa mano».

I Modà, invece, tornano sul palco dell’Ariston con i due pezzi più sanremesi che mai: ‘Come l’acqua dentro il mare’ e ‘Se si potesse non morire’. A riguardo, Kekko Silvestre, leader della band ha dichiarato:

«A Sanremo bisogna andare per comunicare al meglio. Ci hanno detto che abbiamo due pezzi furbi. E perché due canzoni radiofoniche devono essere furbe? Certo, si adattano alla vetrina di Sanremo e sono legate alla tradizione della canzone melodica».

Ma anche nel loro caso, saputo di essere tra i favoriti, partono gli scongiuri:

«Ma ogni volta ci danno per favoriti e poi non vinciamo, come è capitato con ‘Arriverà’ nel 2011, quando siamo arrivati secondi».

Quest’anno il giudizio finale non sarà affidato solamente al televoto, come fu per i precedenti Festival:

«Meglio così, partiamo tutti alla pari – riflette Silvestre –, almeno non ce ne faranno una colpa. Certo, non posso dire alla gente di non votarci».

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