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umberto tozzi copertina album 2015

Umberto Tozzi presenta Ma che spettacolo, il nuovo album – audio

Oggi 30 ottobre 2015 è uscito il nuovo album di Umberto Tozzi intitolato Ma che spettacolo. Mercoledì scorso il cantautore ha presentato alla stampa il nuovo lavoro discografico. Ecco cos’ha raccontato.

«Se fossi nato a Liverpool, sarei stato il quinto Beatles. Ho grande rispetto per i miei colleghi ma sono felice di aver ottenuto la considerazione nel mondo, quella che non ho ricevuto in Italia». Direttamente dall’Australia, Umberto Tozzi si presenta alla stampa milanese in grande forma e con la voglia di raccontarsi ma soprattutto spiegare, passo dopo passo, il suo nuovo album. Infatti, Ma che spettacolo segna il ritorno sulle scene musicali dopo tre anni di assenza: contiene 13 tracce, una bonus track e il DVD live, disponibili da oggi 30 ottobre.

Il disco nasce tra febbraio e marzo a livello di scrittura, era un da molto tempo che aspettavo un bel momento di ispirazione. Sui social ho mostrato lo studio dove mi sono chiuso per completare il progetto; le canzoni sono nate in maniera naturale, come le tempistiche. L’idea che diventasse un  progetto così grande è maturata anche grazie al mio primo dvd: è stato registrato nel dicembre del 2012 al Teatro Geox di Padova e rappresenta il mio curriculum musicale.

La conferenza di presentazione è un concentrato di pensieri, idee e soprattutto ricordi:

Hammamet è uno dei miei primi cinque brani nella mia ideale classifica. E’ nato dalla frequentazione con Bobo Craxi, ho avuto l’opportunità di trascorrere delle belle serate. Sono stato ad Hammamet e poi nel sud della Tunisia, ho visto luoghi bellissimi e il testo è dedicato alle tante persone che vorrebbero avere una casa, un piccolo rifugio.

Il cantante torinese continua a raccontare le canzoni del suo nuovo lavoro discografico:

L’ultimo viaggio è un pensiero vero ovvero quello di poter essere nell’aldilà insieme alla persona che ho amato; in Donne al potere manifesto la mia grande considerazione per le donne, scrivo per questo testi d’amore. Sono dedicate alle donne perché sono più forti e ragionevoli, più obiettive. Il brano che dà il titolo all’album, Ma che spettacolo, è quello che vedo in televisione e leggo nei giornali. Sono scosso da tutto quello che avviene nel mondo, soprattutto ai bambini. Rispetto a Si può dare di più, qui non c’è speranza.

Il suo sogno da bambino era fare il calciatore e la passione per la musica si sviluppò come ribellione adolescenziale contro il padre:

Ho accusato il peso di fare l’artista. Avrei voluto fare il calciatore ma mio padre non me lo permise, andavo male a scuola. Incominciai a scrivere canzoni ma non pensando di diventare un cantante. Più tardi, ho capito di avere una personalità vocale intensa e subito dopo, ai miei concerti gli stranieri cantavano con me.

La Francia è il paese che lo accolto con più entusiasmo e dove la hit Ti amo scalò le classifiche, confermandosi una delle canzoni più amate ed ascoltate di quel periodo. La riflessione finale spetta al mondo dei giovani e alla loro voglia di emergere attraverso gli attuali talent televisivi:

Prima noi ci sentivamo protetti, ora i ragazzi se sbagliano, falliscono dopo un solo album. Giovani talenti che non vengono aiutati perché le etichette discografiche sono oramai assenti. Giudice di un talent? Perché no, non lo escludo. Parlo tre lingue e sarebbe sicuramente un’esperienza totalmente nuova.

ascolta ma che spettacolo


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