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Vasco Rossi incendia Torino nella seconda data sold out del ‘Live Kom 13 tour’

TORINO – Secondo sold out e immenso bagno di folla per Vasco Rossi, protagonista dopo due anni di assenza del ‘Live  Kom 13 tour’. Oltre 40 mila persone hanno assiepato lo Stadio Olimpico di Torino, per rivedere dal vivo il Blasco. Alle 21 in punto si è scatenato il putiferio, quando alle note del suo ultimo singolo ‘L’uomo più semplice’ il palco si è incendiato, regalando alla folla in festa la figura forse un pò traballante, ma fiera dell’artista di Zocca.

Quella di questo tour è una produzione mastodontica. Il palco ha una misura frontale di oltre 70 metri ed è sovrastato dai tre triangoli, simbolo storico del rocker emiliano. Ai lati due maxi schermi per far vedere ogni più piccolo dettaglio a chi non ha avuto la fortuna di accaparrarsi un tagliando per il ‘prato gold’. Le luci progettate da Giovanni Pinna regalano un effetto stroboscopico incredibile, mentre la scenografia è stata studiata da GioForma, storico progettista dei tour di Rossi.

La scaletta proposta comprende complessivamente brani e spazia in tutta la vastissima discografia in un alternarsi di emozioni e di adrenalina a tutto rock. Due ore di pura musica e di puro sballo nel prato, dove il tenore alcolico era ai massimi livelli: un concerto senza pause, senza un momento per tirare il fiato, così come è tradizione quando Vasco ha un microfono in mano.

Dicevamo di un Vasco apparentemente traballante, ma in grado di reggere il palco con grande energia. Certo molte acrobazie che un tempo potevano sembrare naturali ora sono un problema, ma lui con molta autoironia non ci fa caso e morde lo spettacolo con grinta. Al suo fianco il fidatissimo Maurizio Solieri, che dopo qualche incomprensione ha regalato scampoli di arte chitarristica sublime. Con lui sul palco c’erano anche Claudio Il Gallo Golinelli al basso, Stef Burns alla chitarra, Alberto Il lupo Rocchetti alle tastiere, Franl Nemola alla tromba, Andrea Cucchia Innesto al sax e cori e Clara Moroni ai cori.

Ci sono stati tanti momenti belli da ricordare. Di sicuro l’emozione de ‘L’Uomo più semplice’ il momento in cui Vasco ha rotto il ghiaccio, ma anche ‘Ogni Volta’, la ballata che è una vera e propria istituzione ‘rossiana’. E ancora il crescendo incredibile con ‘C’è chi dice no’, ‘Gli spari sopra’ e ‘Stupendo’, cantati all’unisono da tutto lo stadio. L’apoteosi si raggiunge conNon l’hai mica capito, brano di quel Vasco che ancora non era in grado di riempire gli stadi, ma già faceva sognare gli adolescenti di 35 anni fa. Con ‘Rewind’ appaiono anche i bengala nel prato e il delirio è completo. Qualche lacrima scende sul volto del Blasco quando partono le prime note di Canzone, brano che è un ricordo indelebile del grande Massimo Riva.

Il bis si chiude con l’essenza della sua carriera: ‘Vita spericolata’ e ‘Albachiara’. Lo stadio si svuota ma tutti vanno a casa con la naturale voglia di rivivere queste emozioni.

Per gioire e godere ancora Vasco ci sono ancora 5 opportunità: due nel prossimo week end a Torino e poi a Bologna il 22, 23 e 26 giugno. La condizione, purtroppo, è quella di trovare un amico disposto a disfarsi di un biglietto oppure di acquistarlo da qualche bagarino a prezzi vertiginosi.

Questa la scaletta dello show:

Intro, L’uomo più semplice, Sei pazza di me, Non sei mica quella che eri, Starò meglio di così, Domenica Lunatica, Come stai, Quanti anni hai, Siamo Soli, Ogni volta, Manifesto futurista della nuova umanità.

Dopo l’interludio della band, C’è chi dice no, Gli spari sopra, Stupendo, Non l’hai mica capito, Eh già, Medley (Rewind, Gioca con me, Delusa, Mi si escludeva, Asilo republic), Canzone, Vivere Non è facile. Bis: I soliti, Siamo solo noi, Sally, Un senso, Vita Spericolata, Albachiara.

Foto per gentile concessione di Vincenzo Nicolello

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