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Where to Invade Next: Michael Moore

Where To Invade Next: il ritorno al cinema di Michael Moore

Dopo sei anni di silenzio, il Premio Oscar regista Michael Moore torna nelle sale cinematografiche con quello che sarà ricordato come il suo film più provocatorio ed esilarante dove consiglia al Pentagono di “ritirarsi” perché sarà lui stesso ad occuparsi delle “invasioni in nome dell’America”.

Where to Invade Next di Michael Moore sarà nelle sale italiane solamente il 9, 10 e 11 maggio 2016 distribuito da Nexo Digital e Good Films con i media partner Radio Deejay e MYmovies.it. In America è stato un successo di botteghino e di critica, presentato al Toronto International Film Festival e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Where to Invade Next: trama

Michael Moore interpreta il ruolo dell’invasore e visita ad una serie di nazioni, finendo per scoprire che le soluzioni ai problemi più radicati in America esistono già in altri paesi del mondo e, con molta probabilità, aspettano solo di essere adottate. “Invade” così diversi paesi Europei, tra cui Italia, Francia, Finlandia e Islanda e in ogni luogo in cui si reca conficca la bandiera a stelle e strisce. In questo viaggio scopre che in Italia i lavoratori hanno un trattamento migliore rispetto ad altri paesi; che in Francia le mense scolastiche servono quotidianamente piatti di alta cucina molto diversi da quelli americani; che in Islanda la dirigenza politica è in mano alle donne; che in Finlandia il sistema scolastico è straordinario, uno dei più virtuosi al mondo.

Where To Invade Next: Michael Moore racconta il film

A 19 anni, subito dopo aver abbandonato l’università, mi sono procurato un pass Eurail e una tessera degli Ostelli della Gioventù e ho trascorso un paio di mesi a viaggiare per l’Europa. Mi trovavo in Svezia, dove mi sono rotto un dito del piede e qualcuno mi ha mandato in una clinica. C’è poco da fare con un dito del piede rotto, ma hanno fatto quello che hanno potuto. Poi sono andato a pagare il conto, ma non c’era nessun conto da pagare. Non riuscivo proprio a capire. Davvero, non avevo mai sentito nulla del genere. Allora mi hanno spiegato come funzionava il loro sistema sanitario. In tutta l’Europa ho continuato ad imbattermi in piccole realtà di questo tipo e a pensare, “Che bella idea! Perché non lo facciamo anche noi?” La mia idea iniziale era di andare ad “invadere” altri paesi e rubare loro qualcosa di diverso dal petrolio. E lo avrei fatto senza sparare un solo colpo. Mi ero dato tre regole: 1) non sparare a nessuno 2) non prendere neanche una goccia di petrolio 3) portare a casa qualcosa da poter utilizzare. Nel momento in cui abbiamo invaso questi paesi ci è parso evidente che sarebbe stato molto meglio fare un film sull’America senza girare un solo fotogramma in America. Come sarebbe stato un film così? Mi piaceva questa sfida. Forse ho semplicemente trovato una maniera più sovversiva di gestire la rabbia che provo nei confronti delle condizioni in cui versa questo paese. Non sono mai stato un cinico, ho sempre creduto che il cinismo non fosse che un’altra forma di narcisismo. Credo nella bontà delle persone e credo che la maggior parte della gente abbia una coscienza e distingua il giusto dallo sbagliato. Penso che sappia cosa dovremmo fare e che sia solo spaventata o ignorante. E una volta risolti questi aspetti, quando smetteremo di vivere nella paura e di essere stupidi, le cose andranno meglio.

Where To Invade Next: trailer italiano


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