William Parker quartet – jazz tra improvvisazione e poesia – Aperivo in Concerto al teatro Manzoni

William Parker – foto a cura di Angela Bartolo

Importante figura di raccordo del free jazz dagli anni settanta ad oggi, il contrabbassista/compositore William Parker ha fatto della musica una questione di vita spirituale, spesso ha cercato di spiegare alla comunità musicale come il suo jazz fosse intimamente legato alle occasioni della vita, alla sua tristezza, ma anche come fosse possibile sopportarne il carico grazie a quel legame verso la fede in Dio.

Tralasciando tutta la maestosa attività svolta a servizio di tanti nomi illustri della musica improvvisata americana e non (Bill Dixon, Sunny Murray, Charles Tyler, Billy Higgins, Charles Brackeen, Alan Silva, Frank Wright, Frank Lowe, Rashid Ali, Donald Ayler, Don Cherry, Cecil Taylor, Jimmy Lyons, Milford Graves, Walter Bishop, Sr., Maxine Sullivan, Peter Kowald, Peter Brotzmann, Han Bennink, Tony Oxley, Derek Bailey, Louis Sclavis, Louis Moholo) e quella condotta in coabitazioni musicali con alcuni dei migliori talenti del free degli ultimi trent’anni.

Il sound è spesso ipnotico, con continue scosse allo strumento ricavate anche attraverso tecniche estese, un uso dell’arco tutto frutto della personale interpretazione dei temi di Parker, che dà alla sua musica un tono dissonante, incalzante.

“….Ci sono due modi per fare musica – la via accademica o quella spirituale. La prima è costruita sul concetto che non esiste un mondo spirituale vivente, solo il mondo che possiamo vedere, sentire, toccare, sentire e gustare. Questa musica è basata sull’idea che l’uomo è il compositore della musica e la musica si manifesta solo come suono. E’ finita, con un inizio e una fine. Questa scuola di musica è insegnata nelle scuole in tutto il mondo usando mappe chiamate spartiti che regolano l’immaginazione. Utilizzando teorie e formule studiate per tenerci lontano da una esperienza religiosa. Il secondo approccio alla musica non viene insegnato nella scuola di musica. Le teorie della Musica Cosmica, Musica Spirituale, Musica Winti, Musica dei Toni, Musica Om, si basano sulla teoria musicale finale che risiede nell’amore per Dio. Il riconoscimento che l’Universo e tutto ciò che è dentro è collegato ed è musica. “La musica è” tutto ciò che vive, tutto ciò che è parte della creazione. Composizione musicale e l’improvvisazione diventa una forma di preghiera. Succinta e meravigliosa. Che comprende l’intera esistenza del suono e del silenzio…” William Parker

Insieme a Parker in questo progetto tra jazz e poesia, David Budbill, autore di sette volumi di poesie, di otto testi teatrali, un romanzo, una serie di testi per l’infanzia e numerosi saggi, nonché un libretto per un’opera. Fra le più importanti voci poetiche nel panorama letterario statunitense, da lungo tempo collabora e si esibisce con il contrabbassista e compositore William Parker e con il batterista Hamid Drake, con i quali ha inciso ‘Songs for a Suffering World‘ (2003) e ‘Zen Mountains – Zen Streets’ (1999).

A completare il gruppo Rob Brown al sassofono contralto e Lewis Barnes alla tromba, collaborazioni collaudate da anni di progetti e dischi prodotti, che ci hanno regalato una mattinata di intense emozioni musicali.

Immagini e testo di Angela Bartolo
Fonte delle informazioni Aperitivo in Concerto.
Evento organizzato da Mediaset e Publitalia 80.
Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Viviana Allocchio Responsabile Iniziative Speciali Fininvest/Teatro Manzoni per la gentile collaborazione.

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