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Falzone incontra Verdi e regala a MITO un Requiem in jazz

Venerdì sera il Cimitero Monumentale di Milano Giovanni Falzone con la sua Contemporary Orchestra ci ha regalato una splendida serata. Il progetto presentato ‘Requiem Around Requiem’, sostenuto e prodotto da Musicamorfosi può sembrare un po’ “spericolato”, ma Giovanni Falzone che  ha attraversato nel corso della sua crescita generi musicali molto diversi tra loro crescendo rock di Jimi Hendrix e dei Led Zepelin, per poi suonare nell’orchestra del conservatorio e infine incontrare il jazz di Ornette Coleman e Miles Davis, è un musicista che ama la sperimentazione, e vive la contaminazione tra generi musicali come un arricchimento.

Giovanni percepise il ‘Requiem’ di Giuseppe Verdi in modo intimo e profondo, ed è per questa ragione che ha scelto di  rielaborarlo secondo suo particolare punto di vista, per fare questo ha riunto un’orchesta  che è la perfetta rappresentazone del pezzo stesso, classico verdiana con Joo Cho, soprano – Mansu Kim baritono, Marco Taraddei al fagotto e Jacopo Soler al flauto traverso, una dose di rock con Valerio Scrignoli, una splendida chitarra elettrica, Michele Tacchi basso elettrico e Antonio Fusco all batteria,  infine una sezione di fiati squisitamente jazz con Massimiliano Milesi, Paolo Lopolito, Rudi Manzoli, Simone Maggi e Stefano Perini, si potrebbe dire ‘Verdi secondo Falzone’.

…questo mio ‘Requiem Around Requiem’ nasce in occasione del bicentenario Verdiano, ma ha l’obbiettivo di omaggiare un grande musicista come Verdi in modo non convenzionale. La mia esperienza personale mi ha portato a fare una sintesi molto ampia della musica ed è proprio per questo che ho fondato la Contemporary Orchestra, per mettere assieme più generi musicali e fonderli tra loro utilizzando il Jazz come grande catalizzatore…

 Una scelta singolare per un musicista straordinario che evidentemente, è riuscito a offrire al pubblico presente una serata di altissimo livello, all’interno di un’edizione di MITO in cui domina la musica di Rachmaninoff, la sintesi che Giovanni Falzone ha ottenuto con il suo lavoro è riuscita a conquistare l’attenzione del pubblico del Jazz, catturando la curiosità del pubblico che normalmente è più vicino agli ambienti classici e riuscendo a soddisfare entrambi, che è sicuramente  un’impresa piuttosto difficile ma perfettamente riuscita.

Foto per gentile concessione di Angela Bartolo

 

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