I Lagwagon presentano ‘Hang’ dal vivo in Italia con tre concerti

LagWagonDopo nove anni, per i Lagwagon è tempo di tornare in pista con il potente e a lungo atteso album ‘Hang’, ultima fatica discografica di uno dei pilastri del punk rock.

Nonostante siano passati oltre 9 anni dall’uscita di ‘Resolve’ (del 2005), la formazione non si è mai sciolta nè presa una pausa. I Lagwagon, infatti, sono sempre in movimento, tanto che l’album è stato preparato tra una tournèe e l’altra, sia come band che con diversi side project. Il risultato è un insieme di 12 brani dal sapore più riflessivo rispetto ai precedenti lavori, che i Lagwagon presenteranno in occasione del nuovo tour europeo in compagnia dei Western Addiction, la prossima primavera.
Ben tre saranno gli appuntamenti italiani, che si alterneranno sul palco dell’Alcatraz di Milano, giovedì 2 aprile con la presenza dei Flatliners come special guest, al The Cage di Livorno, venerdì 3 aprile, per concludere il concerto al Rock Planet di Pinarella di Cervia (RA), sabato 4 aprile.

Nonostante 9 anni di “assenza discografica” i Lagwagon hanno continuato a suonare ad un ritmo sostenuto di tour e il frontman Joey Cape ha pubblicato con regolarità diverso materiale originale, sia come solista che con altri progetti, come i Bad Astronaut, gli Scorpios, e i Bad Loud (per non parlare di tutti gli album sfornati con l’altro suo gruppo: i Me First and the Gimme Gimmes).

“Scrivo tutto il tempo” afferma Cape “ma spesso non mi sembrano testi appropriati per i Lagwagon, non rappresentano chi siamo in un determinato momento, e la forma delle cose cambia in continuazione. A volte ci vogliono decenni prima che tutti gli astri si allineino”.

L’armonica convergenza astrale si è finalmente compiuta un paio di anni fa, quando la band era in tour.

“Mi si è accesa una lampadina sopra la testa, finalmente, e ho capito come sarebbe stato l’album e quali cose avremmo comunicato. E’ un po’ meno nel nostro tipico stile punk rock anni ’90. Ma questo è il disco che la mia band voleva e aveva bisogno di fare”.

Le sonorità di ‘Hang’ sono infatti molto più oscure e dure rispetto ai lavori più celebri dei Lagwagon, dal momento che alcuni dei temi trattati riguardano la perdita, il tradimento, l’invecchiamento, l’ambiente e le difficoltà dell’uomo comune. Non è tuttavia una rappresentazione del tutto sconfortante: tutta questa disconnessione sottolinea la necessità di creare investimenti emotivi, assicurandosi che l’empatia non diventi, alla fine, obsoleta. L’album include anche un tributo musicale all’ultimo grande amico di Cape, Tony Sly (dei No Use For A Name), morto nel Luglio 2012, proprio pochi giorni dopo che i due avevano appena completato quello che sarebbe stato il loro ultimo tour acustico. Il titolo di ‘One More Song’ si rifà al canto di chiusura di Sly, ‘Liver Let Die’, ma l’ispirazione arriva da una canzone diversa, che non potremo mai ascoltare.
I Lagwagon hanno in programma di pubblicare tre singoli con i tre relativi video, anche se i componenti del gruppo non appariranno nei video clip, avendo optato per lavorare con un team di creativi che si focalizzerà sulle loro parole piuttosto che sulle loro facce.

“Questo è il nostro primo album in assoluto per cui siamo tutti d’accordo di voler suonare ogni singola canzone live” dice Joey. “Sarà fantastico suonare i nuovi pezzi sul palco!”.

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