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Intervista a Filippo Miotto: ‘L’importante è non mollare mai!’

Filippo Miotto, piemontese classe 1983, cantante dall’età di undici anni, quando faceva parte del coro della chiesa di città; poi ha scoperto il rock… E tutto è cambiato!
A quasi 30 anni vanta collaborazioni con il grande bluesman Alessandro Kid Gariazzo, la stesura della colonna sonora del film documentario ‘The Green Hell’, il primo album ‘Inner Vision’ (2005) seguito da ‘Ordinary Caos’ (2009), nello stesso anno ha partecipato a X Factor arrivando tra i primi 30 su 40000.

L’intervista firmata Cube Magazine si propone di ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita prendendo spunto da alcune delle canzoni tratte dal nuovo album ‘In arte Jlaceli’.

-Intanto Io: “anche se sembra una scemenza, per me è un manifesto rivoluzionario. Ho sempre voluto vivere di musica, anche mentre andavo a scuola; perciò, quando venivo pizzicato durante una lezione magari a scrivere qualche verso, i professori me ne dicevano di tutti i colori, rimproverandomi di studiare e non nutrire “false illusioni”; questa cosa mi faceva veramente incazzare perché per me era tutt’altro che una illusione..”

D: Che cosa consigli ai giovani lettori di CM che nutrono il tuo stesso sogno per la musica o, in generale, una forte passione, benchè frenati dalla familia o dalla società?
FM: Di ascoltare se stessi e di non mollare mai!

-Senza di noi: “descrivo gli stati d’animo di una separazione tra due fidanzati; dopo averla scritta mi sono detto: molto sanremese!”

D: Una partecipazione al festival canoro italiano per eccellenza è tra i tuoi progetti futuri?
FM: Purtroppo Sanremo è un sogno e non un progetto poichè entrare a farne parte è quasi impossibile.

-Di notte: “un’istantanea sui riti che le notti di milioni di giovani hanno in comune, sull’amicizia e con qualche domanda sul futuro.”

D: Come trascorre Filippo le sue notti? E’ un momento di particolare ispirazione?
FM: Da un anno a questa parte mi sono molto “tranquillizzato” ora la notte la passo a leggere e studiare mentre prima vivevo la notte come se fosse il momento prestabilito per fare festa.

-Vorrei: “è uno di quei pezzi che, finito di scrivere, mi ha fatto dire: ci sono riuscito! Desideravo dire esattamente le cose che ho scritto e nel modo in cui le ho scritte, sia per la musica che per le parole. Una specie di confessione a me stesso, senza imbarazzi né fobie.”

D: Quali sono i traguardi raggiunti, per te più significativi, e, invece, quelli che sono ancora in sospeso?
FM: Il traguardo più significativo raggiunto è quello di avere un etichetta discografica che tiene a me come artista e come persona e questo è semplicemente meraviglioso! Di cose da raggiungere, invece ce ne sono ancora molte… Una su tutte imparare a suonare bene il didjeridoo.

-C’è mancato poco: “..al fatto di non mollare mai con cui il pezzo si chiude, ho sempre creduto moltissimo.”

D: C’è stato un momento particolarmente rilevante nella tua vita in cui hai pensato di non perseguire più il tuo sogno?
FM: Nella vita di tutti ci sono dei momenti di sconforto, in quei momenti è necessario attingere alla forza che abbiamo dentro e riflettere sulle reali motivazioni che ci spingono a fare quello che stiamo facendo. Penso davvero che anche in questo caso, per non mollare mai, dobbiamo imparare ad ascoltarci.
-Sul tuo seno: “E’ molto rock anche se di solito questa è un’etichetta che non mi affibbiano, al contrario, è una vena che sento appartenermi profondamente.”

D: Quali sono gli artisti che maggiormente hanno ispirato i tuoi lavori e che ti caricano durante la giornata?
FM: Gli artisti/gruppi che mi hanno ispirato sono tantissimi e citarne qualcuno sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti di tutti gli altri che, per brevità non potrei citare ;)
-In viaggio: “sono degli appunti di viaggio, piccoli affreschi di momenti, stati d’animo, situazioni diverse che attraverso le 6 stanze presenti nell’album raccontano una storia nella storia, volutamente solo chitarra e voce, proprio per restituire l’atmosfera intima con cui sono nati”.

D: Ricordi uno dei momenti in cui hai iniziato a “sfogarti” utilizzando carta e penna ed abbozzando un testo?
FM: Non ho un momento preciso, ricordo un periodo verso i 17 anni in cui appena imparai a suonare “la canzone del sole” iniziai da subito a scrivere con quei tre accordi le mie canzoni (che all’inizio erano davvero terribili) ;).

D: Come puoi definire brevemente la tua esperienza ad X Factor?
FM: L’esperienza è stata simile a quando devi entrare dal dentista solo che nel caso di xFactor la sala di attesa era piena di cantanti!

D: Quali progetti fanno parte del tuo futuro prossimo?
FM: L’uscita del nuovo singolo, del relativo video e un tour, magari mondiale ;)

In bocca al lupo Filippo, per tutti i tuoi progetti!

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