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Paolo Fresu e Gianluca Petrella: improvvisazione assoluta per MITO al Piccolo Teatro Grassi

Dopo un convegno dal tema ‘Dinamiche dell’attività cerebrale durante l’ascolto e l’esecuzione della musica‘ che lo ha visto al fianco di eminenti scienziati come Charles Limb (Johns Hopkins University), Neuroscienze e creatività musicale, Giuseppe Scotti (Humanitas Research Hospital), Marco Riva (Università degli Studi Milano), durante il quale ha dichiarato:

“…C’è sicuramente un aspetto razionale, ma non sta nella conoscenza della grammatica musicale: quando improvviso non parto dalla teoria, ma da un’emozione, un pensiero, un colore, un’immagine o anche semplicemente dalla sensazione fisica suscitata dallo stare in quel momento in quel luogo davanti a quel pubblico. Il suono inoltre ha una sua entità fisica a prescindere, che suggerisce, ispira; si crea una reciproca interferenza tra suono e pensiero». Dove sta l’aspetto razionale? «In quell’istante infinitesimale che anticipa la nota: la tromba ha solo tre tasti e con ognuno si possono fare diverse note: devi aver già deciso quale farai, non puoi far coincidere un’idea alla sua traduzione sonora, non c’è il tempo per farla e quasi sicuramente uscirà una nota sbagliata, una stonatura, un rumore. E lo stesso vale per il trombone, con cui duetterò domani: il coulisse permette di fare dieci note con la stessa posizione, il cervello deve aver già selezionato quella giusta, se no esce un pasticcio…”.

L’estemporaneo incontro fra Paolo Fresu e Gianluca Petrella, protagonisti sino ad oggi di alcune avventure musicali in comune, è da annoverare nel libro della creatività assoluta si è compiuto ieri al Piccolo Teatro Grassi.
L’affiatamento spontaneo, la preparazione tecnica, quanto un sapiente e attento uso dell’elettronica, hanno dato vita a una serata di improvvisazione ad un livello qualitativo altissimo.
Dopo l’esecuzione del primo pezzo della serata Paolo Fresu prendendo la parola afferma:

“…non abbiamo avuto il tempo di preparare nulla per questa serata e qual poco che abbiamo provato…non ci ricordiamo come si chiama..”

Questo non ha impedito ad entrambi di regalare al numeroso e attento pubblico un momento musicale straordinariamente intenso, culminato con un bis di quindici minuti che si è prolungato in una sorta di jam inaspettata a bordo palco, che è ripartita per cinque o sei volte come un gioco musicale che sembrava divertire proprio tutti a cominciare dai protagonisti.

Immagini e testo in gentile concessione di Angela Bartolo

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