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Steve Vai in The Story of Light

Ieri sera l’Alcatraz di Milano ha celebrato uno dei più famosi e migliori chitarristi al mondo degli ultimi 25 anni, sia per tecnica sia per espressività. Dopo il successo riscosso con il ‘G3‘, che lo ha visto protagonista sempre nel 2012 accanto a Joe Satriani e Steve Morse (che ho avuto il piacere di fotografare il primo da solista e il secondo come componente dei Mitici Deep Purple), Steve Vai sta affrontando un tour mondiale da solista per presentare il suo nuovo album ‘The Story Of Light’.
Ma ripercorriamo qualche nota biografica di Steve: è un chitarrista e produttore discografico statunitense, ma forse è meglio dire polistrumentista, visto che oltre alla chitarra, suona il basso, il piano e la batteria.

Nella sua pluripremiata carriera (candidato ad innumerevoli Grammy Awards e vincitore di diversi di questi) ha iniziato a collaborare con il leggendario Frank Zappa, come chitarrista e ‘trascrittore’ delle complesse partiture di quel genio di Frank che parlava di lui come di un chitarrista diabolico ( “little italian virtuoso” ), eccelso nella tecnica e nel talento. Vanno però anche ricordate le importanti collaborazioni con David Lee Roth (ex-Van Halen), con gli Alcatrazz di Graham Bonnett , con i Whitesnake (leggende del rock britannico) , con John Petrucci, con Joe Satriani (che ho avuto il piacere di fotografare tempo fa) e con la Metropole Orchestra, da cui nasce un bellissimo doppio disco dal vivo intitolato ‘Sound Theories, VOLS 1-2′ (2007) . Ha anche partecipato all’esecuzione della colonna sonora del film ‘Fantasmi da Marte’ di John Carpenter insieme agli Anthrax e a Buckethead. Nel 2002 ha accompagnato con la chitarra Nelly Furtado nell’esecuzione della canzone ‘I’m Like a Bird’ durante i Grammy Award.

Ha anche partecipato al Greatest Hits di Eros Ramazzotti uscito nell’ottobre 2007 e la canzone in cui Steve Vai suona in duetto con Ramazzotti è intitolata ‘Dove c’è musica’. Riguardo alla sua scelta di contribuire ad un disco pop, ha affermato:

« Dipende da ciò che mi propongono. Ho sentito il brano di Eros e, sebbene rappresenti un genere molto diverso da quello che normalmente ascolto, ho subito percepito che ha qualcosa di speciale. Capisco il motivo per cui piace alla gente – Ho accettato di partecipare come ospite con l’unica condizione che il pezzo fosse da me interpretato e arrangiato».

Vai possiede due studi di registrazione, ‘The mother ship’ e ‘The harmony hut’, e la Favored Nations, una compagnia di registrazione e pubblicazione specializzata nel curare sia artisti di alto profilo in tutto il mondo sia nuovi talenti. E’ “endorser“ per la Ibanez dal 1986 e la sua chitarra preferita dal 1993 la EVO, che utilizza sia in studio che dal vivo, ma tra le sue stranissime chitarre ne ha anche una a forma di cuore con tre manici, la chitarra “Ultra Zone” e la JEM bianca a tre manici.
Steve che è di origini italiane, da parte dei nonni (cascina Taccona nel comune di Dorno in provincia di Pavia), il 22 luglio scorso ha ricevuto la cittadinanza onoraria presso lo stesso Comune di Dorno.
L’Alcatraz era praticamente in delirio tra le vibrazioni e tremolii creati dalla leva del tremolo, come anche nel sentire letteralmente parlare le chitarre, sotto i tocchi da vero Maestro di Steve Vai, che ha regalato delle interpretazioni mozzafiato, che qui cercherò di trasmettervi attraverso alcuni momenti fotografici vissuti sotto palco.

Foto per gentile concessione di Stefanino Benni

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