Intervista esclusiva a Renzo Rubino: ‘La mia esperienza a Sanremo..’

Renzo Rubino è stato una delle rivelazioni del Festival di Sanremo 2013. La sua canzone sull’amore tra due uomini, unita ad una verve inaspettata, l’ha proiettato immediatamente ai vertici del gradimento del pubblico. Il televoto l’ha posizionato al primo posto della classifica. Anche i giornalisti l’hanno apprezzato assegnandogli il premio ‘Mia Martini’. Alla fine l’esperienza si è conclusa con un onorevole terzo posto. Tra qualche recriminazione e tanta voglia di farsi conoscere da vivo, Renzo ci ha concesso questa intervista.

Allora Renzo, come è stata la tua esperienza sanremese?
«Per farti un paragone ti dico che è stato come entrare in una lavatrice. Proprio ieri mi sono reso conto che è già passata una settimana, ma nella mia testa è come se tutto fosse avvenuto ieri. E’ stata un’esperienza incredibile. Difficile da descrivere a fondo. Ogni singolo momento del Festival avrebbe titolo per diventare una canzone. E’ stato comunque tutto molto divertente».

La tua canzone ‘Amami uomo’ è stata accolta benissimo dal pubblico, vincendo il televoto e si è aggiudicata il premio della critica, ma è stata bocciata dalla giuria di qualità. Ti sei dato una ragione per questa discrepanza di giudizio?
«Sinceramente me lo sono chiesto ma non sono riuscito a capire il motivo. Devo dire che la cosa mi ha stupito e mi piacerebbe un giorno il presidente della Giuria, Nicola Piovani, e fare quattro chiacchiere. Gli chiederei il perché, ma non con tono polemico, soltanto per il desiderio di capire quale sia stato il problema tecnico con il mio brano. Questo mi servirà per migliorare in futuro. La mia sensazione è che la giuria abbia avvertito una sorta di arroganza da parte mia. Un 24 enne che va a Sanremo e si porta un tenore sul palco può sembrare una manifestazione di altezzosità. Probabilmente non hanno compreso chi sono e che cosa faccio».

Le scelte di portare a Sanremo un brano dedicato all’amore gay e di interpretarlo al fianco del tenore David Righeschi è stata concordata o è stata una tua idea?
«Io non ho mai avuto paura delle mie scelte. La musica deve essere proposta con coraggio. La canzone non va vista come il tentativo di affrontare una tematica sociale, ma soltanto come una bella storia d’amore, con l’unica differenza che coinvolge due uomini. Qualcuno forse potrà ritenere che il tenore non fosse necessario, ma io ho voluto fortemente che David fosse su quel palco al mio fianco».

La scelta tua e quella dell’organizzazione di invitare due ragazzi gay che annunciavano il loro matrimonio sul palco dell’Ariston, può rappresentare un messaggio ai politici italiani?
«Io credo che ci sia solo un tipo di amore, non importa chi coinvolge e lo Stato deve garantire pari diritti a chi si ama. Io non ho assistito all’uscita dei due ragazzi sul palco, ma francamente mi stupisce che al giorno d’oggi ci sia ancora tanta morbosità nei confronti di una tematica che dovrebbe essere già stata superata. L’importante è inviare dei messaggi positivi e in cuor mio credo che se ne sia parlato fin troppo di questa vicenda, segno che l’argomento non è stato ancora metabolizzato a sufficienza».

La tua storia ci racconta che una volta sei salito sul palco prima di un concerto di Albano e ti sei esibito senza chiedere il permesso. Quest’anno sei salito sullo stesso suo palco. L’hai incontrato e, soprattutto, vi siete chiariti su quello che accadde?
«Albano era inavvicinabile, continuamente circondato da guardie del corpo e quindi ho solo avuto la possibilità di stringergli la mano, senza per altro scambiare alcuna parola».

Da oggi inizia la tua nuova carriera di cantante post sanremese. La scorsa settimana è uscito il tuo album Poppins. Cosa ci racconti di questo lavoro?
«’Poppins’ è un viaggio straordinario in un mondo che non c’è più. Il disco contiene 12 tracce e altrettante storie diverse. Io la considero la valigia di Mary Poppins, da cui viene fuori ogni ben di Dio. Si tratta di un racconto onirico e fantastico. Sapete cosa vi dico? Secondo me Amami uomo è forse la canzone più brutta di tutto il disco, tutti i brani sono di altissimo livello e rappresentano la sintesi di ciò che è stato Renzo Rubino negli ultimi 2 anni».

Sei un cantante popolare, le tue origini ci parlano di piano bar e di notti al night club, cosa vuol dire oggi avere un colosso come la Warner alle tue spalle?
«Il modo di approcciarmi alla musica è sempre lo stesso. Ho sempre cercato, nel bene e nel male, di salvaguardare i miei spazi di azione. Oggi mi sento più protetto e questo mi fa stare tranquillo per il futuro. Prima dovevo convivere con l’ansia di tutti i ragazzi, superare il problema di pagare le bollette. Se prima la vita era solo rock ‘n roll oggi, con maggiore tranquillità posso dedicarmi a tempo pieno alla mia passione». Ti vedremo in tour? «Stiamo lavorando per stilare una bozza di date. Vogliamo portare Poppins per le strade, perché la musica è esibirsi dal vivo davanti ad un pubblico. Non vedo l’ora di esibirmi. Le prime date saranno a fine marzo, e quanto prima saranno annunciate».

 

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